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Tangere toma el título de una sentencia que escribió John Alfred Charlton Deas en What the Blind May ‘See’: Some Museum and Other Experiments in Tactile Sight. En este libro, el museógrafo del británico Sunderland Museum narra las experiencias generadas en unas pioneras sesiones de inclusividad en las que personas invidentes, de distinto género y edad, tocaban y experimentaban los objetos de la colección. John Alfred Charlton Deas, al describir aquellos episodios, sentenció: To them, their fingers are eyes.


La Térmica inaugura Tangere, una exposición de pintura de Nacho Martín Silva pensada para visitantes ciegos y con discapacidad visual. Esta nueva producción propia, comisariada por Juan Francisco Rueda y desarrollada en colaboración con la Delegación de la ONCE en Málaga, estará abierta al público hasta el 20 de septiembre. Tangere involucra activamente a personas ciegas como colaboradoras en el proyecto, haciendo de la inclusión una parte esencial de la experiencia artística.


La nueva exposición de producción propia, comisariada por Juan Francisco Rueda y desarrollada en colaboración con la Delegación de la ONCE en Málaga, podrá visitarse hasta el próximo 20 de septiembre. 'Tangere' incorpora la participación de personas invidentes como colaboradoras del proyecto, haciendo de la inclusión una parte esencial de la experiencia artística.

Giovedì 21 maggio, la Sala URIBITARTE40 di BilbaoArte presenterà il libro «Algunas posibilidades (a partir de basura y simulacro)» sulla mostra di Miren Doiz, che rimarrà aperta fino al 31 maggio. Interverranno l'artista stessa ed Emma Brasó, storica dell'arte e curatrice.

Il Centro de Producción Artística del Ayuntamiento de Bilbao presenta la mostra Algunas posibilidades (a partir de basura y simulacro), dell'artista Miren Doiz (Pamplona, 1980). L'esposizione, in programma fino al 31 maggio presso la Sala Uribitarte40, riflette sulla logica di produzione e distruzione dei materiali che caratterizza il nostro tempo.


Miren Doiz, arte, spazio e società
BONART
L'artista della Navarra esplora la pittura espansa e l'uso di materiali di recupero per riflettere sulla sostenibilità, la precarietà e il contesto sociale contemporaneo nella sua nuova mostra a Bilbao.

Corpi, corpi, corpi: gli artisti rivisitano il nudo nelle mostre di New York
ARTNEWS
In un momento di rinnovato interesse per la rappresentazione del corpo e del nudo nell'arte contemporanea a New York, l'opera di Rocío García si distingue per l'esplorazione provocatoria delle dinamiche del potere, del desiderio e della sessualità da uno sguardo narrativo e profondamente politico. I suoi dipinti, carichi di tensione erotica e simbolismo, consolidano la sua presenza come una delle voci più singolari dell'attuale scena artistica cubana.

El Espacio 23 di Miami inaugura una nuova mostra: ‘Un mondo lontano, vicino e invisibile’.’
FILO D'AFFARI
La mostra presenta quasi 150 opere di oltre 100 artisti provenienti dalle Americhe, dall'Europa, dall'Africa e da altri paesi, che rappresentano un'ampia gamma di prospettive culturali e tradizioni artistiche. Accanto a queste voci internazionali, le artiste di Miami Nina Surel e Jennifer Basile sono presenti per la prima volta in un contesto istituzionale pubblico, evidenziando l'impegno dello spazio nel coltivare i talenti locali. Attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, il video e le installazioni, la mostra esamina il territorio come organismo vivente e come costruzione culturale modellata dalle forze naturali e dalla percezione umana.

La mostra Space 23 reimmagina territorio e appartenenza
ArtBurst
In una città in cui i confini si sentono permeabili e la reinvenzione è un istinto locale, El Espacio 23 torna con una domanda tempestiva: che cos'è il territorio oggi? È terra? Storia? Una ferita? Una forza spirituale? Un luogo che ereditiamo o un luogo che immaginiamo? Questa indagine è alla base di “A World Far Away, Nearby and Invisible: Territory Narratives in the Jorge M. Pérez Collection”, la sesta mostra dello spazio d'arte contemporanea fondato dall'imprenditore, collezionista d'arte e filantropo di Miami Jorge M. Pérez.

Highlights della Biennale di Venezia 2026: le mostre fuori sede
Rassegna d'arte
Il Padiglione Cubano di Roberto Diago riunisce teste di ferro arrugginite, figure di legno frammentate e piccole strutture simili a casette per uccelli che ricordano le strutture di un santuario, di un rifugio o di una cella di prigione. Installate all'interno dell'architettura in mattoni grezzi dello spazio veneziano, le opere hanno l'aspetto di oggetti recuperati dopo un crollo: superfici rovinate dalle intemperie, legni rattoppati e corpi assemblati da scarti.

Nel Padiglione cubano, un viaggio fisico e simbolico nella memoria afro-discendente
Il Giornale Dell'Arte
In un contesto materiale, per la sua partecipazione alla 61a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, l'artista Roberto Diago non rappresenta la pelle nera come una superficie passiva, ma come un archivio di traumi, resistenza e sopravvivenza.

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