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Giovedì 21 maggio, la Sala URIBITARTE40 di BilbaoArte presenterà il libro «Algunas posibilidades (a partir de basura y simulacro)» sulla mostra di Miren Doiz, che rimarrà aperta fino al 31 maggio. Interverranno l'artista stessa ed Emma Brasó, storica dell'arte e curatrice.

Il Centro de Producción Artística del Ayuntamiento de Bilbao presenta la mostra Algunas posibilidades (a partir de basura y simulacro), dell'artista Miren Doiz (Pamplona, 1980). L'esposizione, in programma fino al 31 maggio presso la Sala Uribitarte40, riflette sulla logica di produzione e distruzione dei materiali che caratterizza il nostro tempo.

In un momento di rinnovato interesse per la rappresentazione del corpo e del nudo nell'arte contemporanea a New York, l'opera di Rocío García si distingue per l'esplorazione provocatoria delle dinamiche del potere, del desiderio e della sessualità da uno sguardo narrativo e profondamente politico. I suoi dipinti, carichi di tensione erotica e simbolismo, consolidano la sua presenza come una delle voci più singolari dell'attuale scena artistica cubana.


La mostra presenta quasi 150 opere di oltre 100 artisti provenienti dalle Americhe, dall'Europa, dall'Africa e da altri paesi, che rappresentano un'ampia gamma di prospettive culturali e tradizioni artistiche. Accanto a queste voci internazionali, le artiste di Miami Nina Surel e Jennifer Basile sono presenti per la prima volta in un contesto istituzionale pubblico, evidenziando l'impegno dello spazio nel coltivare i talenti locali. Attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, il video e le installazioni, la mostra esamina il territorio come organismo vivente e come costruzione culturale modellata dalle forze naturali e dalla percezione umana.


In una città in cui i confini si sentono permeabili e la reinvenzione è un istinto locale, El Espacio 23 torna con una domanda tempestiva: che cos'è il territorio oggi? È terra? Storia? Una ferita? Una forza spirituale? Un luogo che ereditiamo o un luogo che immaginiamo? Questa indagine è alla base di “A World Far Away, Nearby and Invisible: Territory Narratives in the Jorge M. Pérez Collection”, la sesta mostra dello spazio d'arte contemporanea fondato dall'imprenditore, collezionista d'arte e filantropo di Miami Jorge M. Pérez.



ARCO 2026: un anniversario e una rivincita
Masdearte.com
Il focus della fiera questa volta non è stato una geografia, ma un concetto, quello di futuro, diffuso per forza di cose e che darà vita a nuovi dibattiti: la maggior parte delle gallerie ha optato per nomi consolidati e proposte, in generale, solide.

Nuove acquisizioni e premi ad ARCOmadrid 2026
RevistaDeArte.com
Dopo i primi due giorni dedicati esclusivamente ai professionisti, ARCOmadrid, che celebra la sua 45ª edizione fino a domenica 8 marzo, ha già registrato importanti acquisizioni. Tra gli altri vincitori, la Comunità di Madrid ha assegnato il premio ARCO 2026 agli artisti Los Bravú, con l'opera «En la grieta brilla el deseo» (2025).

Améfrica. Connessioni diasporiche nella Collezione Jorge M. Pérez
Centro andaluso di arte contemporanea
La mostra riunisce artisti provenienti da diverse regioni del continente americano e africano attraverso risonanze e riferimenti condivisi, pratiche simili, ispirazioni reciproche, continuità di ricerca e trasmissioni - generazionali e ancestrali - che collegano, con una vitalità a volte visibile e a volte velata, le sponde dell'Atlantico.

Un mondo lontano, vicino e invisibile
Spazio 23
«Un mondo lontano, vicino e invisibile» invita gli spettatori a un viaggio attraverso opere selezionate dalla Collezione Jorge M. Pérez che esplorano e reimmaginano l'idea complessa e sfaccettata di territorio. Gli artisti Ariamna Contino e Alex Hernandez, con la loro poetica di creazione unica, fanno parte della rosa di opere.

José Manuel Mesías. Borsa di studio della Fondazione Cintas 2025
Arteinformato
L'artista José Manuel Mesías ha vinto il premio Cintas Foundation Visual Arts Fellowship 2025. Il premio comprende un riconoscimento in denaro e la possibilità di allestire una mostra personale presso il Museo MDC.

Sventrare e dimenticare. Houston invisibile
La Fondazione Ttransart
Per la sua mostra a Transart, «Gut It, Forget It. Invisible Houston», Novo ha creato un assemblaggio monumentale composto da diversi mobili bruciati su cui sono state poste, ad hoc, repliche in 3D di uccelli locali identificati.

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