Artissima, 2024
il bravu
1 - 3 novembre 2024
Corridoio rosso, sezione monologhi/dialoghi, stand 17
In questo progetto, Los Bravú si propongono di riflettere sulla propria metodologia artistica. Fanno luce sulle complessità coinvolte nel processo, prima di diluizione e poi di fusione, attraverso il quale le loro individualità danno vita alla loro peculiare identità di duo artistico. Per loro si tratta di generare un dialogo costante tra ossessioni condivise. Ciò si riflette nell'opera attraverso un'ansiosa accumulazione di elementi all'interno della cornice pittorica, una narrazione volatile e ricca di complessi colpi di scena e un gusto per la saturazione delle sfumature nella lettura o nel significato dell'opera. A ciò si aggiunge un'appropriazione eclettica e priva di pregiudizi di diversi stili pittorici nella stessa scena.
Il nucleo del pensiero estetico del duo risiede nel gusto per la tensione tra concetti opposti come cultura alta e bassa, arte accademica e arte d'avanguardia. La loro attenzione si rivolge anche alle periferie socioculturali, in particolare alle forme di espressione culturale spesso emarginate dal canone dell'arte contemporanea. Per questo motivo, dedicano grande interesse alla ricerca (estesa a campi come la letteratura, la musica, la mistica e l'antropologia) degli elementi patrimoniali dell'immaginario collettivo vivo oggi in Galizia e nelle Asturie, territori del nord-ovest della Spagna dove entrambi gli artisti sono nati. Definite "le terre della fine del mondo", queste regioni sono state storicamente considerate periferiche, sia nel contesto spagnolo che in quello europeo. Di conseguenza, hanno plasmato la propria identità culturale, alimentata dalle tradizioni popolari, dall'isolamento vitale degli individui e dal pensiero magico radicato nei loro peculiari paesaggi naturali.
Per questo progetto, concepito come un unico grande racconto, i Bravú presentano una serie di dipinti: scene, fantasticherie, fantasmagorie in cui prevalgono caos, frammentarietà, rovina e malinconia. Con grande naturalezza si appropriano delle chiavi fondamentali della pittura metafisica italiana e del surrealismo per generare atmosfere dense, complesse e sovrasature. Le mescolano con codici tipici della pittura accademica, del barocco, del manierismo e, soprattutto, di un certo classicismo primitivo, i cui principali echi si sentono solo nelle pitture murali di Pompei che sono riuscite a sopravvivere all'eruzione del Vesuvio o nei ritratti di mummie a El Fayum. Nel palinsesto di riferimenti da loro assemblato, spiccano anche alcuni codici pittorici tipici dell'arte urbana, dei graffiti e dei tatuaggi. È una fantasmagoria in cui il grottesco e la decadenza della vita contemporanea contaminano il bello e il trascendente, si fanno strada e riaffermano il loro posto nell'immaginario collettivo del futuro.
-Luis Sicre
Frammento di trasfigurazione, 2024
Acrilico su tela
180 x 150 cm (70,9 x 59 pollici)
Una certa aria di mistero metafisico riempie il paesaggio (interno ed esterno) di enigma e smarrimento. Rovine classiche, sculture abbandonate e un giardino infestato da un aroma malinconico. Il tempo si è fermato, come se il mondo fosse una lunga notte. In questa scena, un phatos teatrale, la figura femminile vaga in modo etereo e misterioso come se fosse una fantasmagoria sospesa tra realtà e fantasticheria.
Acrilico su legno
41 x 33 cm (16,1 x 13 in) e/o
Un insieme di otto ritratti su tavola. I volti ieratici, privi di naturalismo convenzionale, con un'espressività contenuta, quasi stoica, rivelano emozioni diverse, riflesso delle sfumature di malinconia dell'uomo contemporaneo. La ripetizione di questi volti con occhi gravi e a mandorla gioca con il misticismo della pittura bizantina delle icone religiose. L'acqua fino al collo, una situazione che li pone tra la veglia e il sonno, dove il tempo è completamente diluito e assomiglia a una meditazione profonda e disordinata.
Acrilico su tela
70 x 100 cm (27,6 x 39,4 pollici)
Un personalissimo gabinetto di curiosità che, alla maniera di una natura morta spagnola, raccoglie alcuni dei simboli ricorrenti dell'immaginario dei Los Bravú: la statuaria classica, il melograno, il diamante e gli uccelli. Oggetti che dimostrano il loro interesse per il collezionismo di arte antica, la loro passione per la natura e un fascino quasi kitsch per il mondo moderno.
Acrilico su tela
90 x 100 cm (35,4 x 39,4 pollici)
Che splendore, 2024
Acrilico su tela
90 x 170 cm (35,4 x 67 pollici)
I volti di due figure sono illuminati dalla luce emanata da un cardo. Il disegno e la composizione vibranti ribadiscono l'idea che qui si stia svolgendo un dialogo feroce. Trasmette una profonda riflessione sulla questione umana e sulla conseguente ricerca di un senso in un mondo in cui spesso coesistono piacere e dolore.
Vaso, vaso, vaso, 2024
Acrilico su tela
90 x 170 cm (35,4 x 67 pollici)
Il momento della notte in cui tutto tace, 2024
Acrilico su tela
90 x 170 cm (35,4 x 67 pollici)
Un'opera presumibilmente astratta che è un silenzioso omaggio alla tradizione della pittura murale e al gusto per la geometria professato dai pittori greco-romani. Tuttavia, l'accumulo di strati e gli apparenti rumori visivi la collocano nella contemporaneità, conferendole una certa aria di glich digitale. Degno di nota è anche il nobile riverbero del tribale, una forma legata al mondo del tatuaggio, del tunningLo stile urbano e altre espressioni popolari contemporanee.


















