Recupero, 2017
Installazione
Calcestruzzo, cartongesso, scrivania e scaffale del Museo Nazionale delle Belle Arti
Dimensioni variabili

Recupero è il risultato di un confronto diretto con gli archivi del Museo Nazionale delle Belle Arti di Cuba e con le ricerche che hanno preso a oggetto di studio tali fondi documentali. Nel corso della storia di questa istituzione, e in seguito ai processi di costituzione delle sue collezioni, i registri di inventario hanno documentato la provenienza, la natura, i donatori, le date di ingresso e altri dati relativi a ciascuna delle opere che compongono la più grande collezione statale di arte cubana.

Le informazioni estratte da questo archivio si traducono in volumi che, collegati tra loro e disposti nello spazio, poggiano gli uni sugli altri come quadri accatastati in un magazzino. Queste strutture possono essere interpretate alla luce dei fenomeni che hanno plasmato l’istituzione artistica a Cuba e delle dinamiche del suo collezionismo.

Le strutture portanti dell’edificio-museo sono qui ridotte alla loro espressione minima: muri in cemento che ricreano uno spazio indefinito, ma di libero transito e circolazione, simile a una galleria espositiva. Il carattere monumentale insito in ogni volume rimanda sia al peso storico e simbolico dell’istituzione sia alla vastità della collezione che essa custodisce.

Da parte sua, la disposizione apparentemente casuale e caotica di ciascuna parete allude ai molteplici processi di cambiamento e trasformazione che hanno avuto luogo all’interno del museo nel corso delle diverse fasi storiche che ne hanno determinato la configurazione. Di conseguenza, ogni struttura presenta variazioni di altezza, mentre sulle loro superfici sono riportati gli indici corrispondenti alle categorie e alle modalità di ingresso delle opere nella collezione: acquisto, donazione, lascito, recupero, sequestro, ritrovamento, trasferimento, prestito, deposito, nonché ingressi indefiniti o non ancora elaborati.