ARCOmadrid, 2025
José Bedia - Los Bravú - Ariamna Contino - Roberto Diago - Leandro Feal - Diana Fonseca - Alex Hernández y Ariamna Contino - Miki Leal - Eduardo Ponjuán - Reynier Leyva Novo
6 - 10 marzo 2025
IFEMA, stand 9A10, Madrid, Spagna
In questa edizione di ARCOmadrid abbiamo voluto esplorare, attraverso una selezione di opere di artisti latinoamericani, la duttilità di un concetto come quello di identità. Immaginari provenienti da una sponda e dall'altra dell'Atlantico convergono per ossigenare le sfere di riflessione collettiva delle società contemporanee che si intrecciano oggi in questa connessione sempre più intensa tra l'arte latinoamericana, l'arte realizzata da artisti latinoamericani della diaspora e l'arte spagnola.
Wayom Lemond, 2024
Mista su carta amata
236 x 120 cm (92,9 x 47,2 pollici) (senza cornice)
Negli ultimi anni sono stato coinvolto in un progetto sulla rivoluzione haitiana. Il mio lavoro si basa principalmente sui contenuti e su tutto ciò che riguarda la storia e la mitologia, nonché le religioni dei Caraibi, dell'America e dell'Africa, che mi interessano profondamente in un modo molto particolare. Come artista caraibico, interessato al nostro patrimonio e alle nostre storie comuni, il mio primo approccio è stato quello di ricreare la storia personale di José Aponte. Aponte era un falegname nero a Cuba all'inizio del XIX secolo, che concepì un progetto rivoluzionario di indipendenza (che fallì) contro il governo coloniale spagnolo (e per questo fu giustiziato). Mi sono poi concentrato sul mitico eroe nazionale di Haiti, Mackandal, anch'egli giustiziato, in questo caso dal governo coloniale francese. Mackandal fu l'iniziatore del movimento indipendentista haitiano che, come sappiamo, fu il primo movimento indipendentista nero non solo nei Caraibi, ma nel mondo. In questo caso, mi sono proposto di illustrare in molteplici modi le immagini suggestive del romanzo "Il regno di questo mondo", scritto dall'autore cubano-francese Alejo Carpentier. La storia è così affascinante e ricca di dettagli e momenti specifici, che mi ha permesso di realizzare un'intera serie legata alla vita, alla ribellione e all'esecuzione di questo eroe storico haitiano. Come potete vedere, i disegni cercano di essere il più succinti e semplici possibile in termini di colore (illustrano sagome nere) su carta a mano di grandi dimensioni. Ho anche incorporato molteplici elementi religiosi delle pratiche religiose haitiane, così come molti testi (incorporati come calligrafia) sempre legati alle varie pratiche religiose haitiane (Voodoo, Petwo e Bisango), oltre all'uso della lingua creola. Il mio obiettivo finale non è solo quello di ricreare un momento storico, ma anche di attirare l'attenzione sull'ingiusta situazione politica e sociale che esiste oggi ad Haiti, visto il suo glorioso passato. In un certo senso, sento l'empatia e il dovere verso il popolo haitiano e i miei numerosi amici haitiani che mi raccontano le loro difficoltà nella situazione attuale. È anche mio dovere, come connazionale caraibico, portare alla luce non solo il mio Paese, ma anche origini simili".
Cogliere la brezza, la foresta di conifere, 2025
Carta goffrata a mano Fabriano 300 g, senza acidi
153 x 158 cm (60,2 x 62,2 pollici)
Ariamna Contino costruisce le sue opere basandosi sulla tecnica rituale ed estremamente meticolosa della "carta traforata". Questo procedimento contrasta con i temi trattati, quasi sempre ancorati a fenomeni controversi e di grande attualità. Ariamna sviluppa un interesse particolare per le questioni storiche, ambientali e socioculturali, e per questo motivo rivolge uno sguardo indagatore ai conflitti in corso e ai fenomeni che richiedono una costante revisione. A partire dai dati raccolti nella sua ricerca, compone le proprie narrazioni visive su temi come il traffico di droga in America Latina, la narcoestetica, l'economia sommersa a Cuba, il commercio di informazioni riservate, ecc. Recentemente, il lavoro di Contino ha iniziato a concentrarsi sulle zone interstiziali tra il mondo naturale e quello culturale. Da qui, sperimenta nuovi approcci all'identità nazionale e costruisce altre fisionomie per l'insularità.
Soma e cinza do teu mar, 2025
Trapuntatura satinata e gouache su tela
100 x 80 cm (39,4 x 31,5 pollici)
Dea Gómez e Diego Omil lavorano insieme dal 2012 con il nome "Los Bravú", un termine galiziano usato per indicare l'odore degli animali. Si sono cimentati in diversi media: fumetto, disegno, ceramica, pittura, scultura e installazione. Il loro particolare linguaggio pittorico figurativo, condito da fantasie leggermente surrealiste e da un virtuosismo neomanierista, si distingue per l'uso metodico del collage e della fusione. Il duo incorpora elementi di design contemporaneo, fanzine, mass media e un'estetica accademica che ricorda i maestri del Rinascimento italiano (XV e XVI secolo) e del realismo magico (prima metà del XX secolo). Mescolano anche diversi modi di dipingere nello stesso quadro, in modo che ogni elemento delle loro opere possieda un'identità non trasferibile, attraversata dalla cultura urbana e vernacolare, dal fascino e dall'ironia.
Questo recente corpus di lavori nasce dall'incontro degli artisti con una raccolta di sei poesie scritte da Lorca in galiziano, una sorta di rara avis letteraria. Ogni opera è collegata a un'immagine lirica tratta da queste poesie. A livello tecnico, la trapuntatura su raso è il risultato della collaborazione degli artisti con un gruppo di sarte artigiane del nord della Spagna.
Dalla serie Vivo in te (1), 2024
Bronzo, tessuto e legno
58 x 46 x 27 cm (22,8 x 18,1 x 10,6 pollici)
Roberto Diago esamina la condizione dell'afro-discendente cubano nel territorio sociale della Rivoluzione. La sua visione culturale e sociologica comprende appieno gli effetti dei processi coloniali sulle nazioni che li hanno subiti. Queste tracce sono visibili a livello di emarginazione e segregazione, nonché a livello epistemico e linguistico.
Diago denuncia, espone e sviluppa esercizi di resistenza culturale che gli permettono di parlare da un'alterità consapevole e maroon, rivendicando altre appartenenze religiose, altri canoni di bellezza e altre visioni del mondo bianco che abita l'Occidente.
Caraibi, dalla serie Avana verde, 2020-2022
Stampa digitale su Photo Rag Ultrasmooth, 310 g /Negativo fotografico B&N tonalità verde
150 x 150 cm (59 x 59 in)
Avana verde è una serie fotografica nata nel periodo del recinto collettivo 2020-2021, un momento in cui la stagnazione fisica ci ha portato a guardarci dentro e ad attivare la nostra immaginazione. La serie parla della possibilità di un'Avana vintage e contemporanea; surreale e onirica, che ricrea il passato per costruire il futuro. Il verde suggerisce la gamma di televisori in bianco e nero di marca Caribe, prodotti in Unione Sovietica e assemblati a Cuba, che facevano parte dell'apprendimento e del riferimento audiovisivo di ogni cubano nato nella seconda metà del XX secolo. Le immagini di Green Havana sono fotografie che si rifiutano di essere monocromatiche, come i televisori Caribe, i cui schermi alcune famiglie cubane dipingevano a colori per ingannare la visione in b/n e creare un effetto cromatico. Anche l'Avana di Feal è così. Un'Avana in cui il passato è sempre presente, una città bloccata nel tempo e i cui colori devono essere invertiti per vederla in modo diverso, o che si ritrova continuamente in altre città del mondo come Berlino, Barcellona o Los Angeles. Alla fine, tutto dipende dal colore del vetro attraverso cui si guarda.
Dalla serie Tentazione Consumazione, 2025
Dittico / Fiammiferi su legno
155 x 155 cm (61 x 61 in) ciascuno
Diana Fonseca è un'artista dedita allo smontaggio quasi ossessivo delle cose semplici e degli eventi quotidiani che la circondano. Forse per questo, o per la propensione lirica del suo lavoro, cattura immagini variegate della realtà e le interconnette sulla base di discorsi che parlano della vita contemporanea e della sua saturazione visiva, del vuoto e della banalità, della luce e dell'accattivante. Da una posizione vicina a quella del montatore cinematografico, il lavoro di Fonseca opera come un collage, una sorta di mosaico palinsesto in cui realtà e finzione vanno di pari passo. Per lei è fondamentale mettere in discussione i nostri meccanismi percettivi (perché vediamo ciò che vediamo) e il modo in cui vengono elaborati i discorsi sul reale (perché diciamo ciò che diciamo). Sulla base di questi principi, Diana si avvicina senza timore all'estetica minimalista, alla nozione di incompiuto, alla fabbricazione e alla semplicità di visualità che enfatizzano la gestualità in contrapposizione alla forza di narrazioni totalizzanti.
Mappatura totale, evoluzione annuale di incendi boschivi Spagna, 2025
Carta goffrata a mano / CansonMontval 300 g e cartoncino Fabriano, senza acidi
153 x 203 cm (60,2 x 79,9 pollici)
Evoluzione annuale degli incendi boschivi in Spagna Spagna dal 2012 al 2022. Tipi di paesaggi agricoli per area geografica. area geografica. Valori medi delle precipitazioni valori nel 2024 per comunità autonoma.
La metodologia di lavoro che applichiamo nei nostri lavori più recenti deriva dalla trasposizione di elementi della scienza al campo dell'arte. Siamo ossessionati da questioni fondamentali per lo sviluppo delle società contemporanee: la salute ambientale del pianeta, l'equilibrio delle formazioni sociali, il movimento e le dinamiche dissimili degli esseri umani, tra le altre. Le statistiche svolgono un ruolo decisivo nella nostra ricerca. In molte situazioni il nostro punto di partenza è una certa fonte statistica; ma nelle ultime esperienze artistiche abbiamo sviluppato il lavoro sul campo e generato le nostre statistiche, frutto della nostra osservazione. Queste statistiche danno poi forma alle opere e le determinano dal punto di vista formale e concettuale. Una visione d'insieme delle nostre opere può riflettere il modo peculiare in cui le concepiamo: come un paesaggio (ci riferiamo qui esattamente al concetto delineato dalla teorica Rosalind Krauss parlando di scultura espansa). Per noi i paesaggi sono, in realtà, un esercizio di cartografia totale, in cui prevale la documentazione e/o la registrazione fisica e simbolica di determinati eventi biopsicosociali.























