Tropicália
Maria Ana Vasco Costa, Márcio Vilela, Ariamna Contino
13 maggio - 1° agosto 2026
Sala principale, El Apartamento, Madrid
La mostra Tropicália propone un viaggio sensibile e critico attraverso l'immaginario e la realtà del paesaggio tropicale, articolando viaggi storici, esperienze sensoriali e pratiche artistiche contemporanee. Ispirato al metodo di ricerca di Alexander von Humboldt, La mostra, ispirata a Humboldt, che vedeva l'esplorazione scientifica e artistica come strumenti complementari per la comprensione della natura nel suo complesso, cerca di esplorare non solo ciò che il paesaggio presenta all'occhio, ma anche il modo in cui esso si rivela alla percezione e alla memoria. Humboldt intendeva la natura come un sistema interconnesso, in cui ogni elemento - vegetale, geologico o atmosferico - dialoga con l'esperienza umana, creando una visione complessa e dinamica del territorio. Nella sua tesi di laurea sosteneva che, per conoscere veramente la natura, era necessario unire arte e scienza, suggerendo che la pittura di paesaggio dovesse rivelare ciò che non è ancora stato visto: non solo riprodurre il panorama, ma renderlo intelligibile e significativo nel suo contesto fisico ed ecologico.
Il cuore della mostra è costituito dalle opere di Maria Ana Vasco Costa, Márcio Vilela y Ariamna Contino, tre artisti le cui pratiche si articolano con l'indagine dello spazio naturale da prospettive diverse e complementari. L'opera di Vasco Costa è un documento pittorico. La pittura di María Ana Vasco Costa non si limita alla rappresentazione della foresta, ma agisce come veicolo di memoria, incorporando il sensibile e il bello.
Da parte sua, Márcio Vilela, nella serie Superflora, esplora la densità della vegetazione tropicale attraverso un'immersione sensoriale, dove l'esperienza fisica della foresta modella la percezione dell'immagine. Le sue opere - fotografie e video - traducono l'intensità del verde e la complessità dell'ambiente, proponendo allo spettatore un rapporto diretto con la natura che sfida l'orientamento e la percezione convenzionali. Il lavoro di Vilela riprende, in chiave contemporanea, l'approccio humboldtiano al paesaggio come esperienza totalizzante, in cui si incontrano scienza, sensibilità e immaginazione.
In dialogo con questi approcci, Ariamna Contino presenta Il collezionista di storia, un'installazione appartenente alla sua serie Manigua. A partire dalle conoscenze legate alla medicina tradizionale, Contino propone una riflessione sulla memoria, sul sapere e sulla sua trasmissione, recuperando la manigua come territorio denso e vivo, tipico dell'immaginario tropicale. L'opera attiva così un paesaggio che non si limita al visivo, ma si costruisce come processo. In questo senso, il suo lavoro introduce una dimensione sensibile e sperimentale che amplia la nozione di territorio presente in mostra.
La proposta curatoriale di Tropicália fa parte di una tradizione di paesaggisti dell'inizio del XX secolo, che hanno cercato di catturare l'essenza di territori ancora poco esplorati o conosciuti dal pubblico urbano. Come Johann Moritz Rugendas, Ferdinand Bellermann Come altri artisti naturalisti e pittori itineranti, Vasco Costa, Contino e Vilela mettono il corpo e lo sguardo a diretto contatto con il territorio, riconoscendone la complessità ecologica, storica e percettiva. La mostra intende creare un dialogo tra passato e presente, tra rappresentazione ed esperienza, invitando il pubblico a vivere il paesaggio in modo consapevole, sensibile e critico.
Tropicália Si propone quindi non solo di presentare immagini, ma anche di generare un'esperienza di scoperta e di riflessione sulla natura, sulla memoria e sul tempo. In linea con la tradizione humboldtiana, la mostra dimostra che la comprensione del paesaggio richiede attenzione, esplorazione e apertura verso ciò che non è ancora stato visto o compreso appieno. Affiancando le opere di María Ana Vasco Costa, Ariamna Contino e Márcio Vilela, la mostra rivela molteplici modi di interagire con il territorio, proponendo una lettura contemporanea dell'esuberanza, della complessità e della potenza del paesaggio tropicale brasiliano. Si propone che l'esperienza fisica del viaggio e la traduzione iconica dei paesaggi convergano nell'installazione, nel video e nella pittura, invitando lo spettatore a ricostruire mentalmente il viaggio vissuto dagli artisti. Veronica de Mello


