LALIRIO

25 ottobre 2025 – 12 aprile 2026

La Fabra Centre D´Art Contemporani, Barcellona, Spagna

Fuentesal Arenillas_LALIRIO
Diana Fonseca_La termica

LALIRIO di Fuentesal Arenillas, curata da Claudia Elies, è una mostra che ruota attorno a un accumulo di pezzi tessili, disposti tra pilastri e vetrate come una grande colonna vertebrale. Il lavoro svolto dalle artiste si è filtrato nel corso degli anni, dando forma a modi di intendere la pratica scultorea come un apprendimento collettivo adattato a una costante perdita di forma. 

La mostra è suddivisa su due livelli: al piano terra è allestita Carosello, e al primo piano troviamo ImmaginariaConchiglie. Nelle tre installazioni c'è un fare elastico che ritorna continuamente a quel piccolo teatro di derive dove i colli si incrociano con le vita e i pugni con i piedi, mantenendo il movimento di chi sta accanto e posando le mani in volo sui materiali che li hanno portato continuamente all'azione e all'evento. Una costruzione in cui non c'è sempre una storia chiara, ma narrazioni e racconti che si intrecciano, si incrociano, si ripetono mentre le forme si allungano, riposano e scompaiono.

Carosello è una corrispondenza tra Fuentesal Arenillas e l'artista Itziar Okariz, una relazione epistolare tra Cadice, Madrid e New York che si concretizza in una moltitudine di capi-lettera. I pezzi rispondono al desiderio di avvicinare le loro pratiche artistiche, di cercare attraverso di esse nuove strutture, di trovare altri modi per comunicare a livello fisico. Itziar Okariz ha esplorato diversi modi per mettere in pratica questi materiali, producendo allo stesso tempo un archivio video con tutti questi esercizi, realizzati da sola, in compagnia di sua figlia Izar o dei suoi studenti. Le conversazioni tra i due sono esercizi di vicinanza, per avvicinarsi, per trovare un punto in comune; ma anche un'amicizia, un seme portato da un uccello, un valzer nella ría, un accumulo di gesti o un cambio di asse per fare la verticale con una gonna. Un guardaroba per tutte che cerca in —e attraverso— nuove strutture in cui emergono interessi comuni e che danno corpo all'installazione.

Immaginaria è costruita a partire dall'accumulo di tracce che si ripetono e si accumulano per generare una nuova disposizione materiale. Fuentesal Arenillas conserva, ritaglia, trasporta tutti quei ricordi del corso degli anni condivisi, rimanendo attaccati su questi pannelli di táblex che sono stati i pavimenti dei loro laboratori, producendo un archivio di forme incontrollate. Un palinsesto intervenuto dalla natura senza controllo, con un percorso verso nuove letture acquisite da più di settanta telai che danno forma all'opera. Ognuno di essi documenta modi concreti di presenze e azioni di coloro che erano lì. Per questa occasione, hanno invitato l'artista LUCE a incorporare un nuovo sguardo e una nuova lettura, che contribuisce ad ampliare questi strati di memoria. Un lavoro di ricerca che comunica, unisce e racconta altri modi di intimità, rendendo la quotidianità uno scenario condiviso.

Partendo dagli stessi modelli e tagli dei capi-carta che compongono Carosello, si configura una serie di nuove variazioni: Conchiglie. Realizzate appositamente per la mostra LALIRIO, le artiste manifestano una dinamica di molteplici trasformazioni e squilibri in cui non esiste una posizione finale. Articolate nello spazio, si trovano in uno stato di riposo, si accompagnano a vicenda con diversi carichi e tensioni. Questi pezzi suggeriscono altre forme di attesa, altri vuoti e altri modi di percepire nuovi movimenti. Gesti che rimandano sia alla parola che al volume che si ottiene con il suo uso e che, con il passare del tempo, facilita la postura, l'allungamento o il suo carattere, riuscendo ad entrare e uscire dalla sua copertura, scivolando attraverso il pieno e il vuoto della superficie che cade per il proprio peso.

La mostra si svolge allo stesso modo dei fiori di un giglio di mare, che sbocciano ogni giorno e si accumulano insieme ad altri creando un nuovo ordine. Le opere esposte sono in grado di cambiare senza perdere la loro forma originale, di trasformarsi in qualcos'altro senza smettere di essere ciò che sono.

Fuentesal Arenillas (Huelva, 1986 – Cadice, 1989) esplora la relazione e gli stati come punto di partenza, il lavoro dalla doppia figura, il divenire della propria prassi o la pratica della scultura dopo il gioco da cui proviene, configurandosi a partire dalle possibilità metaforiche dei materiali. Le loro implicazioni allegoriche e linguistiche si inseriscono — si installano — in altri circuiti di produzione materiale e culturale — popolare. Tra le loro ultime mostre personali si trovano Carosello, a Condeduque (Madrid); La danza del trasloco, presso il Centro Andaluz de Arte Contemporáneo (Siviglia); Copertina lucida Bordo sottile, nella Sala de Arte Joven (Madrid); Casapuerta, nella galleria Luis Adelantado (Valencia); oppure Una collana di finestre, nel Centro Párraga (Murcia). Recentemente hanno esposto, in modo collettivo, a CHÃO, Centro Internazionale delle Arti José de Guimarães (Portogallo); Quanto pesa una testa, al museo TEA (Tenerife); Processi 150, presso l'Accademia di Spagna a Roma; Una storia recente II, presso la Fondazione Juan March (Palma); La vista e il tatto [ca. 1929-30], presso il Centro Federico García Lorca (Granada); Dialetti, al CA2M di Madrid; oppure Turno di replica, al Museo Patio Herreriano (Valladolid). Hanno ricevuto diversi premi, borse di studio e residenze, tra cui spiccano il premio alla produzione della Fondazione ”la Caixa” 2024; il Premio ARCO 2024 della Comunità di Madrid; quello dell'Accademia di Spagna a Roma 2022-2023; il Generaciones 2023, della Casa Encendida; la residenza della Fondazione María José Jove; il VI Premio ARCO Cervezas Alhambra; la XXV edizione del VEGAP; e il Matadero Crea, tra gli altri. — Testi di Claudia Elies I Foto di Eva Carasol