Senza titolo
(Mettere fine a tutto per ricominciare), 2025
Legno, carta, ceramica e pittura
60 x 52 x 12 cm
23 ⅝ x 20 ½ x 4 ¾ pollici
La posizione di Miren Doiz, con il suo sguardo concentrato sui margini - o, se vogliamo, sul “marginale” della pittura -, si collega a una tendenza dell'arte contemporanea spagnola che cerca di decostruire le operazioni estetiche del solenne a favore del reale. Non si tratta di una versione superata del Nouveau réalisme, ma di un'ansia palpabile, condivisa da molti artisti spagnoli, di disattivare la grandiosità della narrazione moderna e la sua apparente superiorità sulla vita contemporanea. In questa recente serie di opere, l'artista di Pamplona si avvicina alla pittura e alla scultura in egual misura, trattandole come linguaggi duttili ed espandibili. Un'aria dadaista, con una leggera sfumatura metafisica, permea questi corpi barocchi, che costituiscono un bricolage assolutamente personale - alla Lévi-Strauss. (...) _Luis Sicre
