La libertà disegna un paesaggio difficile, 2025-2026
Installazione / Lucchetti e vegetazione
Dimensioni variabili
Diana Fonseca è profondamente impegnata a smontare - in modo quasi ossessivo - l'apparente semplicità della vita quotidiana. Forse per questo motivo, o per il sottofondo lirico che permea la sua pratica, cattura frammenti di realtà e li intreccia in narrazioni che riflettono sulla disparità e sull'incoerenza, sulla vita contemporanea e sulla saturazione visiva, sul vuoto e sulla banalità.
Lavorando da una posizione simile a quella di un montatore cinematografico, Fonseca costruisce i suoi lavori come collage stratificati, mosaici palinsesti in cui finzione e realtà si svolgono simultaneamente. Al centro della sua ricerca c'è la messa in discussione dei meccanismi percettivi: perché vediamo ciò che vediamo e come vengono costruiti i discorsi sul “reale”, perché diciamo ciò che diciamo.
Guidata da queste preoccupazioni, e senza esitazione, si impegna nell'estetica minimalista, nella nozione di incompiuto e in modalità di produzione visiva che privilegiano il gesto e la moderazione rispetto alla forza di narrazioni totalizzanti.
