Non sono astratto, 2025-2026

Penna Zebra G Titanio (Ishikawa) su tela

120 x 80 cm (47,2 x 31,5 pollici)

La mostra concepisce l’immagine non come un’unità isolata, ma come il risultato di ripetizioni, variazioni e processi di trasmissione. Partendo da questa ipotesi, riunisce opere che mostrano come una forma possa essere percepita come stabile o definitiva quando, in realtà, nasce da una serie di operazioni materiali e visive.

L'archivio non si presenta come un semplice deposito, bensì come una struttura relazionale che permette di cogliere differenze, corrispondenze e trasformazioni tra le opere. Mettendosi in serie, le immagini rendono visibili i processi che le generano.

Tra le opere esposte figurano epitaffi dipinti che simulano iscrizioni incise e trasformano la solennità funebre in umorismo e ironia (…). Sono incluse anche prove a penna, disegni a penna e prove di colore, in cui la ripetizione del tratto e l’interazione tra strumento, materia e supporto costituiscono parte integrante dell’opera.

Il progetto affronta il tema della produzione di immagini e dei modi in cui una forma si costituisce, si trasforma e diventa leggibile.