El Palacio 30

El Palacio 30, 2024

Strappo in acrilico e olio su tela

130 x 97 cm

Impronta e incidente si confondono con grafia e gesto. La memoria si confonde con il racconto, e la pittura si confonde con l'archivio. L'artista porta all'estremo, in modo piuttosto innovativo, la logica moderna dell'originale multiplo. E, in modo molto sottile ma maturo, scompone la nostra comprensione materiale della superficie pittorica, arricchendo il suo linguaggio con tecniche artistiche più legate a discipline come il restauro e la conservazione delle opere d'arte, la museografia o l'architettura. Quella visione, tipica degli artisti rinascimentali italiani, secondo cui un dipinto è una finestra aperta (flusso di illusione architettonica), qui è sostituita da un muro, uno specchio d'acqua riflettente, un corpo vacillante; un archivio.