Dalla serie “Epitaffi”, 2025-2026
Olio su tela con cornice rosa
98 x 138 cm (38,6 x 54,3 pollici)
La mostra concepisce l’immagine non come un’unità isolata, ma come il risultato di ripetizioni, variazioni e processi di trasmissione. Partendo da questa ipotesi, riunisce opere che mostrano come una forma possa essere percepita come stabile o definitiva quando, in realtà, nasce da una serie di operazioni materiali e visive.
L'archivio non si presenta come un semplice deposito, bensì come una struttura relazionale che permette di cogliere differenze, corrispondenze e trasformazioni tra le opere. Mettendosi in serie, le immagini rendono visibili i processi che le generano.
Tra le opere esposte vi sono epitaffi dipinti che simulano iscrizioni scolpite e trasformano la solennità funebre in umorismo e ironia (…).
Il progetto affronta il tema della produzione di immagini e dei modi in cui una forma si costituisce, si trasforma e diventa leggibile.
